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Posted On March 30, 2012

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Il momento cappuccino e‘ in genere per me l‘ora dell‘inventario dei doloretti con cui mi sono svegliata e che, miracoli esclusi, mi accompagneranno fino a sera.
“Mi sento una mezza merdaccia“ dico facendo l‘inventario alla barista che  mi racconta dei suoi.
Celo celo manca. Non una brutta giornata, ma neanche bella.
All‘ultimo sorso, sentiamo parlare al telefono D. dal tavolo dietro di me.
D dev‘essere alto 1,80, scarso, ma e‘ talmente “accartocciato“ da risultare qualche cm piu‘ basso di me nonostante le scarpe ortopediche. D ha i piedi che vanno in una direzione, le ginocchia in un altro e le anche girate dall‘ altra. D fa fatica a mangiare, perche‘ le mani deformi non gli permettono di tenere saldo il cibo o il cucchiaino e le braccia non si distendono bene fini alla bocca. D ha il collo che punta a destra ma il mento a sinistra.
“Stamattina mi fa male tutto“ dice al telefono “sento i reumatismi ovunque“.
D oggi compie 32 anni.
Scambio di sguardi con la ragazza al bancone.
“Mi sento sempre una mezza merdaccia. Pero‘ una merdaccia fortunata“.

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Posted On March 21, 2012

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Ovvero del leggere o non leggere, questo il problema.
Ieri sera sono andata a sentire Faletti. Sono venuta a conoscenza di una polemica dei giorni scorsi fra lo scrittore e un critico (Citati), partita da dichiarazioni di quest‘ulrimo del tipo “piuttosto che leggere tizio, caio o Faletti, meglio non leggere“.  Qualcuno sapra‘ che a me i libri di Faletti piacciono, uno piu‘ uno meno, e forse qualcuno sapra‘ anche che tendo ad ammirare di piu‘ chi tenta di creare rispetto a chi si limita a giudicare il lavoro degli altri.
Premesso questo, un breve (voi sperate) escursus sul perche‘ secondo me Citati ha pisciato fuori dal vaso.
1. Leggere libri scadenti puo‘ far pensare “azzo, chissa‘ altri cos‘hanno scritto“
2. Se ci limitassimo a leggere i classici, nessuno scriverebbe nulla di nuovo
3. Siamo sicuri che una schifezza di oggi non sia un classico domani? Quanti esempi ci sono nella storia di artisti, di ogni genere, snobbati dai contemporanei e osannati dai posteri?
Ne avevo in mente altre, ma scrivere sul cell mi svalvola….
Chiudo dicendo che secondo me:
* se serve a combattere l‘ignoranza, va bene anche la lista della spesa
* purche‘ non istighi alla violenza, va bene (vero che e‘ una cosa un po‘ soggettiva, ma se tuo figlio legge i ragazzi della via pal, poi va a picchiare il compagno di scuola, la colpa non e‘ di Molnar)
* ok ai consigli, di chiunque, ma pensare con la propria testa, altrimenti finiscono per diventare imposizioni
* ma soprattutto, purché sia scritta in italiano (o altra lingua) CORRETTO, va bene.
Non mi sovvien null‘altro, al momento. Eventualmente, sbrodolero‘ ancora nei commenti.

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Posted On March 16, 2012

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Driiiin
Testimone di Geova: “Siamo venuti a portarle la luce!“
Pipuffa: “Grazie, ma ho già l‘Enel!
TdG: “Ma no signora, non quella luce!“
P: “Facciamo a capirci, o é stupida lei o pensa che lo sia io. In entrambi i casi, no grazie“!
Si capisce che ero di buon umore…

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Posted On March 15, 2012

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Il perimetro ha la classica forma rettangolare con cinque lati di cui uno un po‘ concavo e il sesto un po‘ convesso che hanno gli appezzamenti ricavati da tagli e ritagli. Una recinzione semplice, un cancello semplica. Un bassocomodo pratico nel suo essere non troppo basso quindi abbastanza comodo. Il giardino e‘ un giardino solo negli annunci immobiliari ed ha l‘aria spettinata tipica della mancanza di cesoie e tosaerba, qualche bella pianta qui e la‘, tanta rantumaglia da tirare via. Li‘ il nord, la‘ il sud dove ci stanno bene, anzi ci staranno bene, 15metriquadrati15 di orto, vicino alla fontanella, ovvero il pezzo di tubo semi arrugginito che esce dal muro della casa.
La casa, ecco. Da un lato ha la forma classica delle case disegnate dai bambini, dall‘altro un muro dritto terra tetto diverso dagli altri e senza finestre, segno che in un‘altra epoca c‘era un altro pezzo di casa che hanno portato via. I muri sono intonacati di quel giallino che sa di gia‘ vissuto anche quando l‘imbianchino apre la latta. Gli scuri scuri, o le persone non chiare, fate voi, sono solidi, bastera‘ una mano di vernice, e nascondono le grate, mica riccioli e ghirigori, ferro dritto, liscio e grosso come un pollice di mastro ferraio.
Gli interni sono vuoti. Niente mobili, niente soprammobili, che non si saprebbe dove appoggiare. Niente porte. Due locali a piano terra, due di sopra, un sottotetto che i fighetti chiamerebbero mansarda e che io chiamo solaio, due locali piu‘ piccini pieni di buchi che un giorno diventeranno bagni. Pavimenti e muri color cemento, non per una scelta di stile ma perche‘ quello e‘ il colore che lasciano i muratori, uniformato presto dalla polvere. Niente quadri ai muri, solo buchi dai quali escono fili una volta giallo-blu-verde, ma poi la polvere ha coperto anche quelli, per cui ora sono fili grigio-grigio-grigio.
In mezzo a questo niente polveroso, una valigetta rigida verde con le chiusure arancioni. E‘

pulita e colorata e potrebbe sembrare un po‘ fuori posto. Invece, ci sta benissimo, perche‘ e‘ un trapano, anzi, il MIO trapano e questo e‘ il MIO sogno. Oggi. Domani, forse…